interiors / Uffici Calè


Progettazione: architetti Domenico Farinaro, Stefania Micotti, Franco Rosi. Fotografie: Nicolò Panzeri. Ubicati in uno dei luoghi più antichi e suggestivi di Milano, gli uffici si sviluppano al piano terra e interrato di un edificio tardo ottocentesco, con ingresso da via Santa Maria Podone e grandi vetrate che affacciano su via Santa Marta, configurandosi come una sorta di ideale “Passage” tra le due strade, con gli spazi caratterizzati da grandi altezze ed elementi architettonici propri del passato, tra cui una serie di archi e di colonne in granito. L'idea del “Passage”, ovvero di un luogo sospeso tra interno ed esterno, prende forma attraverso la messa in sequenza di una serie di ambienti e funzioni chiaramente identificabili che si susseguono in maniera fluida e organica: le imponenti strutture in muratura che separano e definiscono i vari spazi, vengono alleggerite e smaterializzate da superfici vetrate, aperture circolari e nuove spesse arcate – traendo ispirazione da elementi architettonici e linguistici consolidati – realizzando una permeabilità fisica ma soprattutto percettiva tra le diverse funzioni.

La fluida domesticità degli ambienti articola ed esprime l'attuale necessaria fruizione ibrida e complessa degli spazi destinati al lavoro. Fulcro dell'ingresso agli uffici è il diaframma in vetro colorato che fa da filtro verso l'accesso dalla strada, inserito nel volume scultoreo del banco accoglienza, nel quale dialogano tra loro la breccia romana - che riveste uno dei pilastri ed il piano del banco - l'acciaio satinato ed il vetro, connessi da un esile telaio aereo in acciaio. Fa da contrappunto al volume del banco una parete tessile, in ecopelle specchiante, che separa dall'ingresso e avvolge una piccola sala riunioni. Proseguendo verso l'interno si trova una grande sala riunioni ed un passaggio vetrato, con affaccio verso un piccolo patio, che collega la zona di ingresso ad un'area relax usata anche per riunioni informali, caratterizzata dalle grandi vetrate inserite negli archi in muratura, dalle quali si intravede la zona operativa degli uffici che occupa gli ambienti lungo via Santa Marta.

Nel progetto di ristrutturazione la consueta visione dello spazio ufficio è superata grazie alla realizzazione di un ambiente volutamente sospeso, fluido ed eclettico, a tratti assimilabile ad una galleria d’arte contemporanea, grazie anche al disegno e alla scelta di arredi e corpi illuminanti dall'aspetto scultoreo, con un sapore fortemente contemporaneo, ma che trae al tempo stesso ispirazione dal recente passato: si spazia dunque da citazioni degli anni ’30 e degli anni ’50, del design radicale d’avanguardia degli anni ’70, fino ad arrivare al design postmoderno degli anni’80, con oggetti dai colori saturi ad alto impatto visivo. Un percorso stilistico e cromatico che viene esaltato dalla scelta di realizzare con la stessa tinta neutra - un bianco caldo leggermente cipriato - sia i pavimenti, rivestiti in resina, che le pareti del piano terra.

Il piano interrato, al quale si accede da due scale interne, è caratterizzato invece da murature e volte in mattoni, testimonianza della collocazione temporale dell’edificio, che sono state verniciate in un bianco ottico, esaltato da un’illuminazione perlopiù fredda. La natura eclettica e iconica degli arredi viene così enfatizzata dalle scatole neutre nelle quali vengono inseriti. Le superfici riflettenti che in alcuni punti rivestono arredi, porzioni vetrate o murarie, hanno l'intento di smaterializzare i volumi, creando punti di vista e prospettive nuove e suggestive. L’austerità dei volumi e delle spesse murature storiche, si contrappone alla leggerezza delle superfici riflettenti, realizzando una inaspettata dicotomia che racconta la storia di Calè: una spiccata solidità e tradizione aziendale unite alla leggerezza e impalpabilità dei profumi accuratamente selezionati.

Foto: Nicolò Panzeri